martedì 18 luglio 2017

Staccare dal mondo

Venerdì scorso qui a casa ho subito un blackout. Nulla di grave: è stato un intervento di manutenzione programmato e annunciato alla linea elettrica, anche se doveva avvenire nella mattina di giovedì (complimenti per la puntualità!). E così, dall'una e mezza mezza a circa le sei di pomeriggio non ho avuto la possibilità di connettermi né di sfruttare troppo il computer - la batteria non era nemmeno del tutto carica.

Poteva essere un gran problema: dopotutto molte delle mie attività e delle mie passioni sono legate a questi due apparecchi digitali. Eppure, in quel caso non lo è stato per nulla, anzi: è stato un bel pomeriggio. L'ho riempito quasi tutto con la lettura, per la precisione di The Dome di Stephen King, libro che avevo iniziato qualche giorno prima - e che sto leggendo tutt'ora, viste le oltre mille pagine di durata.

Triste a dirsi, ma è questa l'immagine che mi rappresenta
meglio al momento.
Era un po' di tempo che non leggevo così a lungo, tanto che quasi pensavo di non esserne più di esserne capace - ultimamente la mia soglia dell'attenzione è piuttosto bassa. E invece per quasi quattro ore sono andato avanti a farlo. Non so se è per l'abilità di King (un autore che amo molto) a rendere la sua scrittura incalzante e mai noiosa, oppure per la bontà della storia in sé - che mi sta piacendo molto. Sta di fatto che avrei continuato ancora, se poi non avessi avuto da fare.

Ma forse non dipende né dal romanzo né dallo scrittore: credo anzi che sarebbe successo lo stesso con qualsiasi altro libro (o almeno, con qualsiasi libro buono). Più che altro, a farmi continuare a leggere invece di cambiare attività - le opzioni in fondo non mancavano - è stata la sensazione di benessere e di leggerezza che mi sono ritrovato addosso. Sensazione che, con tutti i problemi di questo periodo, era un bel pezzo che non provavo.

Per questo, ho passato i giorni successivi a chiedermi: non sarebbe bello, almeno per qualche settimana, staccare dal mondo e concedermi una pausa come quella di venerdì? Perché è vero che non tutto della mia vita attuale è sgradevole: mi piace molto scrivere e gestire i miei blog - specie Hand of Doom, ora che è tornato. In questo periodo però non ho un grande slancio: l'energia è poca, lo stress tanto, e certi giorni non è facile sedersi al computer e lavorare. Molto più facile sarebbe invece leggere un libro o distrarmi in qualche altra maniera - un videogioco, un film in TV o qualcos'altro ancora.

Anzi, io andrei anche oltre: avrei bisogno davvero di una vacanza, di lasciarmi alle spalle tutti i problemi almeno per un po', scaricare lo stress e ricaricare le batterie. Forse me lo merito pure, visto tutto quello che ho passato - e che continuo a passare. Peccato che al momento non me lo possa permettere, e chissà per quanto ancora sarà così.

Che ci si può fare? A parte sperare per un nuovo blackout - ma dubito che accadrà - molto poco. Anche se forse sarebbe più salutare per me che almeno un po' le cose comincino a girare per il meglio. Anche per questo sono scarico: lavoro tutti i giorni per cambiare le cose, che in effetti un po' si stanno sistemando, anche se in modo più lento di quanto mi piacerebbe. Almeno un po' sono ottimista: forse alla mia sperata vacanza non manca poi troppo. (E questo è più o meno tutto quello che mi è successo nel periodo di pausa).

La domanda: hai mai la voglia di accantonare tutto e di passare una giornata staccando dal mondo?

6 commenti:

  1. A me capita quando vado al mare. è una cosa che mi è sempre piaciuto fare da sola, e in spiagge "imboscate" che conoscono solo le persone del posto e i turisti ignorano. Mi porto un libro e tengo il telefono solo per usarlo in caso di emergenza, ma se non ce ne sono non lo guardo per tutto il giorno (cosa che fa imbestialire mia mamma). Quelle giornate di nuoto, silenzio e lettura sono per me rigeneranti. Mi piace moltissimo stare lì, lontano non solo dalla tecnologia, ma da tutte le sovrastrutture sociali. Non sono una di quelle persone che al mare si truccano, e devono ricostruire intorno a sé un ambiente simile a quello di casa. Uso il lettino perché riesco a leggere meglio che sull'asciugamano, ma per il resto non mi trucco, mi vesto male, mi porto un panino ed evito sia sigarette sia caffè. Questo secondo me è vivere secondo natura. La mia, appunto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fai bene. Farei più o meno lo stesso anche io - anche se andrei in campagna o ancor meglio su un monte, visto che come sai non sono un tipo da mare :D .

      Elimina
    2. Quando posso mi isolo anche in campagna, ma è più lontano. ;)

      Elimina
    3. Io invece ci vivo in mezzo, per me è più facile ^_^ .

      Elimina
  2. Bentrovato! Mi piace avere tempo e spazio per staccare, e non potrebbe essere altrimenti, vista la mia indole abbastanza "orsa". Per fortuna posso farlo. Dalla famiglia, però, stacco molto di rado, perché quando lo faccio mi manca. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io non staccherai da quello che considero la mia famiglia (anche se parlo solo di mia moglie). Per il resto, se potessi andrei in vacanza in questo momento stesso :D .

      Elimina